Per onore della cronaca informo il lettore che io sono eterosessuale, ma ho sempre trovato ingiusto ed iniquo offendere, ghettizzare, perseguitare ed emarginare una persona solo per la sua sessualità. Chi crede che omosessualità significhi essere "diversi" o, peggio, "deviati" si rilegga questa pagina di storia ed apprenda che nel mondo greco, che è stata la culla della nostra civiltà, essa venne persino venerata e definita, in questo contesto, "sacra".
venerdì 28 giugno 2013
Loxé Fàlanx
mercoledì 26 giugno 2013
L'Ipotesi
Ci siamo mai chiesti quale sarebbe la nostra reazione se scoprissimo che ognuno di noi non è effettivamente chi credeva di essere? Esiste un modo per conoscere la legge universale che regola il cosmo senza doverlo esplorare? Riusciremo a scoprire ciò che è fondamento chiaro e ineccepibile di tutto il nostro mondo fisico e metafisico logicamente dimostrabile? Possiamo utilizzare un unico linguaggio concepibile in ogni angolo dell'universo visibile? Enunceremo una formula, partendo da un assioma che assumeremo come principio vero, per dimostrare scientificamente una teoria che definisca esattamente l'emozione provocata dell'irrazionalità dei sentimenti? Ecco, l'Echidna racconta il tentativo di dare a queste domande delle plausibili risposte descrivendo, in modo fantascientifico, un viaggio immaginifico all'interno della nostra mente dove le emozioni trovano le loro origini e ipotizzando una dimostrazione matematica verificata con i rigidi canoni della logica dove il prodotto dei nostri sentimenti diventa un solido teorema. Senza lesinare con la fantasia.
lunedì 24 giugno 2013
Come Si Era, Mai Più Sarà
Non siamo come eravamo, ma saremo per sempre ciò che siamo stati.
Prima dell'era digitale il solo modo per ricordare i compagni di scuola era di rivederli nelle vecchie foto di gruppo con annesso insegnante. Non moltissimi anni fa le fotocamere con pellicola analogica in bianco e nero erano possedute da pochi e le fotografie, una volta stampate, venivano spesso dimenticate o smarrite. Alcuni compagni di quei tempi lontani ebbero quindi la fortuna di possedere una copia della foto di gruppo della propria scolaresca e di avere l'accortezza o la fortuna di preservarle nel tempo. Oggi la tecnologia digitale e la comunicazione telematica hanno rilegato nell'era archeozoica le immagine sfocate delle foto risalenti alla prima metà del secolo scorso. Eppure la stampa cartacea, nonostante la bassa tecnologia impiegata, è riuscita a dare un buon servizio alla memoria del nostro passato adolescenziale. Bisogna comunque riconoscere che la digitalizzazione della immagini ha permesso, in molti casi, di salvare reperti fotografici che sarebbero andati inesorabilmente perduti se non fossero stati memorizzati negli archivi magnetici di qualche volenteroso ed appassionato archivista. La foto riportata in questo post ritrae una classe elementare dell'anno scolastico1917-1918, con al centro il maestro che nella fattispecie trattasi di mio bisnonno, scattata nel cortile della scuola di campagna dove egli insegnava. Nonostante che la maggioranza degli alunni ritratti nella foto venisse da famiglie di estrazione contadina e che a non molti chilometri dal paesello in oggetto infuriasse l'inferno della prima guerra mondiale con la sua ecatombe di sangue, ogni bambino appare vestito in modo decoroso. In quegli anni, e per molti anni a seguire, tante famiglie soffrivano i morsi della fame e i decessi infantili erano numerosi. La vita era quindi molto dura per tutti, ma esisteva una forma di solidarietà paesana e un rapporto di relazione semplice ed aperto con gli altri che portava, nonostante le ristrettezze della povertà, ad una serenità d'animo di cui sono stati validi testimoni i miei nonni. Mi sono stati raccontati in diverse occasioni molti episodi di vita quotidiana vissuta in quegli anni e in ognuno di loro traspariva la semplicità e la serenità dell'animo. Ciò non toglie che oggi abbiamo la fortuna di vivere in un mondo migliore in cui la fame e molte malattie mortali sono state debellate, anche se permangono scandalosamente in gran parte dei paesi del terzo mondo. Il modo di vivere dell'era contemporanea è completamente cambiato rispetto ad un passato tutto sommato nemmeno troppo lontano e rivedendo le immagini e ascoltando i racconti di quegli anni lontani, ci sembra impossibile che il progresso ci abbia permesso di vivere in un mondo così tecnonologicamente avanzato e diverso. Rimane però un dubbio profondo dentro ognuno di noi di chi, avendone l'età, ha potuto assaporate, anche se in modo marginale, un piccolo pezzo di quel mondo perduto: la serenità d'animo e la semplicità nei rapporti umani. Credo fermamente che negli anni a venire questo sia il tema fondamentale della nostra società avanzata: recuperare certi valori che si sono smarriti in un contesto di tumultuoso sviluppo economico e scientifico. Non si può certo avere nostalgia per quei tempi andati in cui i bisogni primari erano la nutrizione, risollevarsi dalla cronica povertà e sopravvivere alle molte malattie spesso mortali (oggi quasi completamente debellate), ma si deve riuscire a recuperare ciò che di buono i nostri avi ci anno tramandato nonostante le difficoltà oggettive in cui hanno vissuto: i semplici e genuini rapporti umani di una società solidale con gli altri e il recupero di una mutualità economica e finanziaria dettata dalle scarse risorse allora disponibili, oggi smarrita.
Non saremo come siamo, ma torneremo per sempre come siamo stati.
giovedì 20 giugno 2013
Epicuro, Dove Sei?
La filosofia epicurea fu elaborata nel IV secolo A.C. e si diffuse in modo capillare a partire dal vicino oriente, ove il grande filosofo era nato, fino a tutto il mondo occidentale. Riscosse un notevole successo di adesione nella repubblica di Roma anche per merito di Tito Lucrezio (con il trattato poetico "De Rerum Natura") e ancor di più nel periodo imperiale per raggiungere l'apogeo di conoscenza tra il I ed il II secolo D.C.. Successivamente, soprattutto a causa della diffusione del cristianesimo che fondava le sue radici nello stoicismo, storica scuola avversa alla filosofia epicurea, conobbe un declino inesorabile fino al quasi totale annientamento per opera, in modo prevalente, della filosofia scolastica e della dottrina del cristianesimo. Ma perché, mi sono chiesto, l'epicureismo fu avversato dai filosofi e teologi cristiani in modo così radicale e quasi ossessivo? Quale ragione spinse un così nutrito numero di seguaci di Cristo a marginalizzare ed esorcizzare una filosofia che, dopo tutto, metteva in primo piano la pace delle emozioni, la parsimonia dei sensi, la misura nel comportamento umano, l'amicizia come elemento fondante della socializzazione e della solidarietà? La prima risposta immediata che nasce da queste domande è che Epicuro considerava la Divinità, intesa come coacervo degli dei, come non presenti nella vita terrena degli uomini. Pensava il divino come elemento a se stante, non influente nella vita terrena di tutti i giorni, lontano e disinteressato dalle umane faccende. Questo, pensavo, era il fattore fondante per cui i teologi cristiani aborrivano tale filosofia considerata, alla luce della dottrina di Cristo, come abominevole. Sennonché leggendo un saggio, ho appreso in realtà che Epicuro considerava l'uomo attore principale delle proprie azioni proprio perché non esisteva, secondo lui, nessuna possibilità di intervento divino. L'uomo, dunque, al centro del proprio destino terreno nella cui vita doveva trovare le ragioni della propria esistenza, orfano di qualsiasi paternità spirituale superiore la quale non voleva (o non poteva?) ordinare, controllare, premiare o punire nessun essere umano. Con questo veniva negata anche ogni necessità di rappresentanti in terra della divinità per ordine e conto della quale essi si attribuivano potere di intermediazione spirituale e temporale sull'uomo stesso, sul suo comportamento e sulle sue opinioni. A ben vedere, le regole della filosofia epicurea sul comportamento umano durante la vita terrena si avvicinano al cristianesimo molto di più di altre filosofie dalle quali essa trae fondamento per la sua teologia. La mitezza e la modigerazione, alla base dell'idea che regola la vita umana per Epicuro, accompagnate dall'amicizia e dalla solidarietà, sono solo elementi marginali agli occhi dei filosofi e teologici cristiani. Dio e Cristo sono presenti ovunque, onnipotenti, onniscienti. Nulla accade sulla terra che Dio non voglia, libero arbitrio compreso, ovviamente. Ma il punto centrale del dissidio non è il posto o l'operato diretto della divinità nelle umane azioni, ma di chi in questa vita terrena ne interpreta la volontà e si propone come unico interlocutore e difensore della sua dottrina.
La modernità e la diffusione delle conoscenze scientifiche hanno portato ad una rivalutazione in chiave terrena della filosofia epicurea. Si denota, per chi l'abbia un po' approfondita, che a prescindere dal proprio credo e della propria fede religiosa, nella vita di oggi in cui l'individualismo e l'egoismo imperversano in modo così radicale nonostante i dettami di tante teologie diverse, l'amicizia, la moderazione, la sobrietà e la solidarietà potranno essere veramente, dal punto di vista puramente umano, i sentimenti che potrebbero cambiare in modo significativo questo nostro mondo così complesso, ambiguo e, spesso, profondamente ingiusto.
Ultimo quesito. Se esiste una vita ultraterrena intesa secondo il credo delle religioni monoteiste, Epicuro è all'inferno o in paradiso? Come credente in una fede mi asterrei dall'azzardare una qualsiasi risposta.
mercoledì 5 giugno 2013
The Promised Paradise
What do you want from life? - I said to myself
Want to be happy? - Hope or illusion
Your mind is rife of ghosts- Lies and confusion
Time is sticky - Grim and dim
Life passes quickly - Short and meaningless
Death comes fast - Sudden and ruthless
Where is paradise? - I ask myself
Close to the ground and to the left of hell - I was answered
lunedì 3 giugno 2013
Boss On The Road
Hello Bruce,
tutto questo hai suonato, cantato e ballato in quell'uggiosa notte dell'estate che non volle arrivare.
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